natalità Corea del Sud

Tre numeri raccontano la storia. 0,72 è il tasso di fertilità del 2023, il più basso mai registrato da un Paese. 0,80 è il dato del 2025, il secondo aumento consecutivo. 36,2 milioni è la popolazione che la Corea del Sud potrebbe avere nel 2072, contro i 51,8 milioni di oggi. La natalità in Corea del Sud resta lontanissima dalla soglia di sostituzione di 2,1 figli per donna. Ma per la prima volta in quasi dieci anni la curva sale, e capire perché è importante quanto capire perché era crollata.

La maggior parte dei media racconta solo la crisi. I dati più recenti obbligano a raccontare anche l’altra metà della storia.

I numeri della natalità in Corea del Sud

I dati arrivano dal Ministry of Data and Statistics, l’ente che oggi raccoglie le statistiche nazionali e che fino a poco tempo fa si chiamava Statistics Korea. Questo è il quadro degli ultimi tre anni.

AnnoTasso di fertilitàNasciteMatrimoni (variazione annua)
20230,72circa 230.000+1,0%
20240,75238.300+14,8%
20250,80254.300+8,1%

Il tasso di fertilità indica il numero medio di figli che una donna avrebbe nel corso della vita se i comportamenti riproduttivi di oggi restassero invariati. Nel 2025 le nascite sono aumentate del 6,7% e hanno toccato il livello più alto dal 2021. Il tasso è tornato a 0,80 per la prima volta in quattro anni.

C’è un dettaglio che spiega bene cosa sta cambiando. Tra le donne di 35-39 anni il tasso ha raggiunto un record storico, con 52,1 nati ogni 1.000 donne. Tra le 30-34enni, invece, il valore è di 73,1, più basso rispetto al 2020. In altre parole, i coreani non stanno semplicemente facendo più figli. Li stanno facendo più tardi. L’età media al primo matrimonio è di 33,9 anni per gli uomini e 31,6 per le donne.

Il quadro internazionale resta severo. Dal 2018 la Corea del Sud è l’unico Paese OCSE con un tasso sotto 1, e il suo valore è circa la metà della media dell’organizzazione.

Perché si nasce così poco

Non esiste una causa unica. La denatalità coreana nasce dall’intreccio di fattori economici, culturali e sociali, e nessuno di questi si spiega con le scelte individuali.

Il primo è la casa. Nelle grandi città, e a Seul in particolare, i prezzi degli immobili rendono difficile costruire una famiglia prima dei trent’anni. Anche il sistema dei depositi in affitto pesa sulle coppie giovani, che devono accumulare somme elevate prima di poter vivere insieme.

Il secondo è il costo dell’istruzione. Crescere un figlio in Corea significa mettere in conto anni di lezioni private. Il peso di hagwon, le accademie private nella vita degli studenti, grava sul bilancio familiare ben prima dell’università. La pressione culmina nell’esame di ammissione Suneung, che molti genitori vivono come un banco di prova per l’intera famiglia. Chi teme di non poter garantire quel percorso rinuncia spesso a cominciarlo.

Il terzo è il lavoro. Orari lunghi, gerarchie rigide e scarsa flessibilità rendono complicato conciliare carriera e genitorialità. Lo raccontiamo in lavorare in Corea del Sud tra gerarchie aziendali e burnout silenzioso e in un viaggio nel cuore della cultura lavorativa coreana. Per molte coppie, il tempo semplicemente non basta.

Il quarto riguarda i ruoli di genere. Il carico di cura dei figli ricade ancora in modo sproporzionato sulle donne, che spesso devono scegliere tra lavoro e famiglia. Approfondiamo il tema in ruoli di genere e disuguaglianza di genere in Corea del Sud. Sarebbe un errore leggere il fenomeno come una “rinuncia” femminile. È la risposta razionale a un sistema che chiede molto e offre poco sostegno.

Il quinto è il legame tra matrimonio e nascite. In Corea la genitorialità fuori dal matrimonio resta molto rara, a differenza di gran parte dell’Europa. Per questo l’andamento delle nozze anticipa quello delle nascite con uno o due anni di scarto. Chi vuole capire il peso culturale di questa scelta può leggere il matrimonio in Corea e le sue tradizioni e famiglia e rispetto in Corea. Sono tutti aspetti legati alle contraddizioni di una società cresciuta in fretta, che abbiamo raccontato in il successo coreano e le contraddizioni dietro il miracolo del fiume Han.

Perché ora la natalità risale

Il rimbalzo ha una causa principale: i matrimoni. Dopo anni di calo, le nozze sono tornate a crescere nel 2023, sono balzate del 14,8% nel 2024 (il dato peggiore per ampiezza mai registrato dal 1970, in positivo) e sono aumentate ancora dell’8,1% nel 2025, arrivando a circa 240.000. Poiché le nascite seguono i matrimoni con un ritardo di uno o due anni, il risultato si vede ora.

Gli esperti indicano alcune ragioni che si sommano. C’è un effetto di recupero dopo la pandemia, che aveva rinviato cerimonie e progetti di coppia. C’è una coorte numerosa, quella dei nati nei primi anni Novanta, che oggi ha tra i trenta e i trentacinque anni, la fascia in cui si concentrano matrimoni e primi figli. E c’è un cambio di atteggiamento: le indagini mostrano una quota crescente di giovani che considerano il matrimonio necessario. Un dato lo conferma. Dal 2022 aumenta anche la fertilità delle donne già sposate, quindi tra chi si sposa si fanno più figli.

Poi ci sono le politiche pubbliche. Lo Stato ha esteso il congedo di paternità retribuito a 20 giorni, introdotto un assegno per ogni nascita, ampliato gli orari flessibili e allungato l’età dei figli per cui i genitori possono lavorare a orario ridotto. Anche i governi locali hanno fatto la loro parte: Seul ha puntato su alleggerire i costi di gravidanza, parto e abitazione, e ha organizzato perfino eventi di speed dating per i single.

Resta una nota di cautela. Per quasi vent’anni gli incentivi pubblici non avevano invertito la tendenza, e il rimbalzo attuale poggia in parte su una generazione numerosa che invecchierà. Sul risultato ha pesato anche un fattore difficile da prevedere: le stime ufficiali più recenti indicavano un tasso di 0,65 nel 2025, mentre il dato reale è stato 0,80. Le previsioni, in questo caso, sono state battute in positivo.

Seoul contro il resto del Paese

Il tasso nazionale nasconde differenze enormi. Seul ha il valore più basso della Corea, 0,63 nel 2025, dopo il minimo di 0,55 del 2023 e lo 0,58 del 2024. In cima alla classifica c’è la provincia di South Jeolla con 1,09, seguita da Sejong con 1,06 e da North Chungcheong con 0,96.

Il divario fotografa la pressione che la capitale esercita su chi vuole una famiglia. Seul concentra i lavori più ambiziosi, le scuole più ricercate e gli affitti più alti. Chi vive altrove affronta costi più bassi e tempi meno compressi, anche se spesso con meno opportunità di carriera.

Eppure Seul è anche la città che sta recuperando più in fretta. Nel 2025 le nascite sono cresciute del 9,4%, la crescita più alta tra le 16 grandi aree amministrative. Nel primo semestre del 2026 le nascite sono salite del 18,7% e i matrimoni del 10,9%. A livello nazionale, giugno 2026 ha segnato il 24° mese consecutivo di aumento delle nascite, con un tasso mensile di 0,88.

Cosa succede se la curva non regge

Anche con il rimbalzo, i numeri di base restano questi: la popolazione ha toccato il picco di 51,83 milioni nel 2020 e, secondo l’ultima proiezione di Statistics Korea, scenderà a 36,22 milioni entro il 2072. Ogni generazione di genitori sarà sostituita da una generazione molto più piccola, e per questo un tasso di 0,80 non basta a fermare il calo.

Le conseguenze si vedono già. Un numero crescente di scuole elementari, soprattutto nelle aree rurali, apre l’anno senza nuovi iscritti e alcune chiudono. Il sistema scolastico dovrà ripensarsi, e le zone fuori dai grandi centri rischiano di svuotarsi. Una popolazione più anziana e meno numerosa mette sotto pressione anche pensioni, sanità e mercato del lavoro, con effetti sulla crescita economica.

Per questo la domanda non è se il rimbalzo sia una buona notizia. Lo è. La domanda è se riuscirà a consolidarsi, e questo dipende da quanto la società coreana saprà rendere più sostenibili casa, scuola, lavoro e parità tra uomini e donne.

Domande frequenti

Qual è il tasso di fertilità della Corea del Sud?
Nel 2025 è stato di 0,80 figli per donna, in aumento rispetto allo 0,75 del 2024. Il minimo storico, 0,72, risale al 2023.

Perché la natalità in Corea del Sud è così bassa?
Pesano insieme il costo della casa, le spese per l’istruzione privata, la cultura del lavoro, la distribuzione diseguale della cura dei figli e il legame molto forte tra matrimonio e nascite. Nessun fattore da solo spiega il fenomeno.

La natalità in Corea del Sud sta davvero risalendo?
Sì. Le nascite crescono dal 2024 e nel 2025 hanno raggiunto quota 254.300. Il dato è però ancora a circa un terzo della soglia di sostituzione di 2,1.

Quale regione coreana ha il tasso di fertilità più alto?
South Jeolla, con 1,09 nel 2025. Seul ha il più basso, con 0,63.

La popolazione della Corea del Sud calerà?
Secondo l’ultima proiezione ufficiale, scenderà da 51,8 milioni a 36,2 milioni entro il 2072. Un tasso in ripresa può rallentare il calo, ma non fermarlo da solo.

Fonti

I dati provengono dal Ministry of Data and Statistics della Corea del Sud (ex Statistics Korea) e dalle proiezioni demografiche dell’agenzia, riprese da Korea Times, Korea Herald, Korea.net, Reuters, UPI e Avvenire. I dati di Seul si basano sulle statistiche 2025 e sui dati del primo semestre 2026 diffusi dal Comune di Seul.

Scritto da:

Safae Lagdani

Fondatrice di Blooming Korea, piattaforma editoriale italiana dedicata alla Corea. Reporter onoraria riconosciuta dal KOCIS (Korean Cultural Information Service), con una laurea in Interpretariato e Comunicazione e un Master in Economia. Scrive di cultura, società, storia e attualità coreana.